Mes, Tremonti: “I tedeschi vogliono i nostri soldi”
Continua a tenere banco la riforma del Meccanismo europeo di stabilitร (Mes) che dovrร essere approvato al vertice di dicembre.
Ne parla anche lโex ministro dellโEconomiaย Giulio Tremonti, il quale sottolinea che โcon il Fondo salvastati si ripete la situazione del 2011, al posto della Grecia ci sono le banche tedesche. Volevano i nostri soldi e non volevano si parlasse di crisi bancariaโ.
La riforma del nuovoย Mesย prevede due possibili linee di credito. Una per i Paesi in regola con i vincoli di bilancio ovvero deficit sotto il 3% e un debito pubblico sotto il 60% del Pil. Lโaltra linea รจ per gli Stati che non rispettano questi criteri, tra cui lโItalia. Per questi Paesi, il prestito รจ subordinato allโapprovazione di un percorso di riforme e di risanamento. In unโintervista aย La Veritร , per spiegare la situazione attuale Tremonti parte dal 2011. Lโex ministro spiega che la crisi del 2011 non fu causata dai bilanci pubblici ma dalleย banche tedescheย e francesi. โCosa che poi, dopo aver straziato la Grecia, venne riconosciuta da due componenti della Troika: Fmi (Fondo monetario internazionale ndr) e Commissioneย – prosegue Tremonti -.ย Il terzo, la Bce, non si รจ ancora pronunciato. Eppure si trattava di bancheโฆโ Lโex senatore precisa che un aspetto poco considerato รจ che anche gli istituti di credito possono accedere al fondo e inoltre viene attribuito un grosso potere al direttore generale del Mes, un tedesco.
Tremonti evidenzia che i meccanismi per giudicare iย debiti sovraniย contenuti nella riforma sono โautocratici e imperscrutabiliโ. E aggiunge che la presidenza italiana โin vista del vertice di dicembre confida nello scambio tra โriformaโ e โpacchettoโ. In realtร per noi il pacchetto รจ ancora piรน avvelenato del trattatoย – continua –ย perchรฉ produce automatici, devastanti effetti tanto sulle banche quanto sul debitoโ. La โlogica del pacchettoโ era stata chiesta dal premier Giuseppe Conte a giugno allโEurogruppo e prevede la creazione di uno strumento di bilancio per la competitivitร e la convergenza nellโEurozona (Bicc) e un approfondimento dellโUnione bancaria con la garanzia dei depositi. โEntrare a Bruxelles, con quel โpacchettoโ equivale a presentarsi alla Commissione come un kamikazeโ, sottolinea Tremonti. Lโex ministro conclude affermando che approvare la riforma e rimettersi al voto in Aula vorrebbe dire per il governo assumersi il rischio che lโAula dica no, devastando lโimmagine del nostro Paese.
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