Manovra, emendamento M5s: “Chiesa paghi Imu”

La Chiesa cattolica potrebbe pagareย l’Imuย su tutti i suoi immobili adibiti a ristoranti, bar o alberghi che fanno pagare per la prestazione del servizio offerto o anche all’erogazione di servizi ospedalieri o sanitari a pagamento in percentuale pari o superiore al 30% rispetto al fatturato complessivo dell’azienda.

รˆ quanto previsto da un emendamento alla manovra di bilancio del senatoreย Elio Lannuttiย del M5s. Uno scossone economico per la Chiesa ma non lโ€™unico. Secondo lo stesso emendamento, infatti, tutte le associazioni o le societร  legate alla religione cattolica e le congregazioni religiose che fanno capo alla stessa confessione il cui fatturato รจ pari o superiore a 100.000 euro annui dovranno obbligatoriamente farsi convalidare il proprioย bilancioย da un certificatore esterno tra i professionisti del settore.

Questโ€™ultimo, una volta visionati e accertati i documenti, si assumerร  la responsabilitร  della veridicitร  del bilancio ratificato. Nel caso in cui, a seguito di altri esami, il bilancio convalidato risulti in qualche modo sbagliato, il certificatore esterno pagherร  in prima persona tanto da rischiare unaย reclusioneย da un minimo di 3 anni ad un massimo di 5.

In base allโ€™emendamento Lannutti, tutte le associazioni, le societร  e le congregazioni legate alla religione cattolica che, in base a quanto risulti dai bilanci certificati, svolgono attivitร  di impresa relativa a servizi di ristorazione, hotelleria, caffetteria o sono impegnate ad erogare altri servizi a pagamento sono tenuti a pagare l’Imu nei modi e nei termini stabiliti dalla legge per quell’immobile e per le altre strutture collegate ad esso.

Ma cโ€™รจ anche di piรน. Lโ€™emendamento alla manovra guarda anche al passato. La Chiesa, infatti, sarร  tenuta a pagare gliย arretratiย non versati tra il 2006 e il 2011. Le stesse associazioni, societร  e congregazioni che non hanno pagato lโ€™Imu in questo arco di tempo dovranno autocertificare i propri bilanci relativi a quegli anni e ad autocertificare l’indirizzo d’uso degli immobili di loro proprietร  e di quelli utilizzati per svolgere le attivitร  commerciali. Sulla base dei documenti presentati, i Comuni provvederanno a riscuotere la tassa.

In totale, il M5s ha presentato 400 emendamenti alla manovra. Molti sono quelli legati alla cosiddettaย plastic tax. I pentastellati chiedono di escludere dalla nuova imposta i prodotti monouso in plastica biodegradabile o quelli che contengono almeno il 25% o il 50% di plastica riciclata ma anche di esentare tutti i dispositivi sanitari monouso , e non solo le siringhe come giร  nella bozza di legge , e di ridurre al 5% l’imposizione sulla cancelleria di plastica.

il giornale.it

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