“Ha sottratto 117mila euro”. Chiesti 4 anni di carcere per Ingroia
La Procura di Palermo ha chiesto 4 anni di carcere per l’ex giudice Antonio Ingroia.
L’accusa รจ di peculato. Ingroia, che oggi fa l’avvocato dopo una tanto breve quanto fallimentare esperienza in politica, si sarebbe appropriato di 117mila euro non dovuti durante la sua esperienza come liquidatore di Sicilia e-servizi, la societร che gestisce i servizi informatici della Regione siciliana. Secondo i pm, Ingroia avrebbe ricevuto l’indennitร spettante all’amministratore e non al liquidatore. Inoltre, per soli tre mesi di attivitร , si sarebbe fatto pagare il compenso spettante per l’intero anno. Lui si giustifica: “Sono fiducioso, la veritร verrร a galla”.
La vicenda
L’inchiesta della Procura palermitana ha svelato il lato nascosto dell’incarico che Ingroia ha svolto per la e-servizi, la societร che gestisce i servizi informatici della Regione Sicilia. Nel 2013, l’ex pm era stato nominato dall’allora governatore Crocetta liquidatore della societร . Carica mantenuta per un anno e sostituita da quella di amministratore unico dell’assemblea dei soci. Secondo gli investigatori, Ingroia si sarebbe auto-liquidato circa 117mila euro a titolo di “indennitร di risultato per la precedente attivitร di liquidatore”. Soldi che si sarebbero ggiunti al “compenso omnicomprensivo” che gli era stato riconosciuto dall’assemblea, per un importo di 50mila euro. La buonuscita che l’ex pm si era riconosciuto aveva determinato per il gip “un abbattimento dell’utile di esercizio” di e-servizi “da 150mila euro a 33mila euro”.
Il processo
Nel 2017 l’ex giudice Ingroia era fitito nel mirino della Procura di Palermo, che aveva aperto un indagine su due filoni: non solo i 117mila euro di auto-liquidazione, ma anche altri 34mila euro di rimborsinon dovuti. In base alla ricostruzione dei pm, infatti, Ingroia si sarebbe fatto rimborsare anche le spese di vitto e alloggio durante le sue missioni, nonostante fossero previsti soltanto rimborsi per i viaggi. L’indagine si รจ poi concretizzata in un rinvio a giudizio, con l’apertura del processo con rito abbreviato. Fino alla richiesta di 4 anni di carcere presentata nelle ultime ore dai pm Pierangelo Padova ed Enrico Bologna.
Ingroia: “Contro di me accanimento. Ma sono fiducioso”
“La richiesta della procura non mi sorprende dato l’accanimento e l’evidente ostilitร nei miei confronti. Quello che รจ importante – ha detto Ingroia ad Adnkronos – รจ che io so di aver operato nel giusto e di avere la coscienza a posto. Ho capito che c’รจ un’interpretazione alla rovescia dei fatti. Sono fiducioso – ha continuato l’ex giudice – che alla fine la veritร verrร a galla. Ora che faccio l’avvocato, ho visto tanti casi di mala giustizia per l’Italia ma credo anche che i giudici sapranno riconoscere la veritร ”, il commento del fondatore di Rivoluzione Civile e Lista del Popolo per la Costituzione, che ha concluso: “Io ho la coscienza a posto”.
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