Beffa per l’Italia: si rischia di dover accogliere anche chi sbarca in altri paesi
Da Roma, nonostante tutte le indicazioni da giorni vadano nel segno opposto, alla vigila del vertice di Lussemburgo si professa โcautelaโ ed un poโ di ottimismo: un modo, in realtร , per nascondere il totale fallimento della strategia messa in atto dal Conte II sui migranti.
Quando il presidente del consiglio a Palazzo Chigi eredita da sรฉ stesso la campanella, sa bene che da lรฌ a breve deve dare luogo a qualche iniziativa politica per far digerire il previsto e prevedibile aumento degli sbarchi. Ecco quindi che salta fuori lโidea della redistribuzione in Europa, con Berlino e Parigi che offrono una sponda politica al โfigliol prodigoโ Conte.
Il resto รจ tutta storia giร raccontata in queste prime settimane di governo giallorosso. La Germania si mostra improvvisamente solidale con lโItalia, lโesecutivo di Angela Merkel si fa promotore del vertice di Malta da attuare con i due Stati che ricevono gli sbarchi dalla rotta del Mediterraneo centrale, ossia lโItalia per lโappunto e Malta. A La Valletta lโincontro รจ a cinque: oltre ai ministri dellโinterno dei governi di Roma e La Valletta, vi รจ quello tedesco, francese e finlandese, con Helsinki invitata in quanto presidente di turno dellโUe.
Il solo annuncio della conferenza maltese, fa esultare Conte che parla di clima positivo nella speranza di mandare in secondo piano lโaumento del numero degli approdi. Ma poi tutto si risolve senza reali e concreti documenti da analizzare: a Malta si trova unโintesa su cinque punti da presentare in Lussemburgo lโ8 ottobre, giorno del consiglio dei ministri dellโinterno dellโUe.
E nel granducato quando la bozza arriva sul tavolo degli altri titolari degli interi europei, il nostro paese viene snobbato e, nella migliore delle ipotesi, le ragioni mosse dal governo giallorosso vengono considerate superflue. In particolare, i malumori vengono agitati sul meccanismo della redistribuzione, cavallo di battaglia di Giuseppe Conte.
Cโรจ chi lo vede come uno strumento inopportuno, chi come una mossa volta solo ad accontentare lโItalia. Peraltro, la redistribuzione discussa a La Valletta appare giร di gran lunga ridimensionata rispetto ai progetti iniziali visto che, nella bozza discussa nella capitale maltese, si fa riferimento al ricollocamento solo dei migranti che arrivano tramite navi delle Ong o militari. In cifre, la redistribuzione riguarderebbe solo il 20% dei migranti arrivati in Italia nel 2019.
Quando poi รจ lo stesso ministro degli interni tedesco Seehofer a mettere in discussione il meccanismo di Malta, ben si capisce come lโimpalcatura su cui si regge la fragile impostazione politica giallorossa oramai รจ prossima al collasso.
Ma, andando a vedere la dinamica del vertice di Lussemburgo di ieri, ci si accorge che non sono soltanto i paesi dellโest o del nord Europa, tradizionalmente contrari alla redistribuzione, a bocciare la proposta giunta sul tavolo del consiglio. Ad esempio, Spagna e Grecia avanzano delle perplessitร : loro nel 2019 accolgono quasi il doppio dei migranti giunti in Italia, sia da Madrid che da Atene dunque viene chiesto che, se si parla di redistribuzione, allora essa deve riguardare anche gli sbarchi delle rotte orientali ed occidentali del Mediterraneo.
Tradotto dal politichese, Italia e Malta devono prendersi una parte della quota di migranti che arrivano nella penisola ellenica ed in quella iberica. Un vero e proprio boomerang per Roma: non solo, alla fine della giornata di ieri, sono solo quattro paesi aderire al meccanismo di La Valletta, ma qualora le perplessitร di Grecia e Spagna venissero accolte, allora l’Italia dovrebbe accollarsi anche altri migranti di altri paesi.
A questo punto, il governo giallorosso deve tifare per il totale fallimento della sua iniziativa politica: meglio perdere che straperdere, รจ il ragionamento che inizia ad insinuarsi a Palazzo Chigi, meglio continuare ad accollarsi solo i migranti che arrivano nel nostro paese piuttosto che ospitare anche quelli che approdano in Spagna ed in Grecia. ร questa dunque la cronaca di un fiasco annunciato, una sconfitta maturata tanto tra i palazzi romani quanto tra quelli europei.
il giornale.it