Quelle anomalie riscontrate dalle prime indagini sul naufragio a Lampedusa

Non รจ ancora sera quando Salvatore Vellail magistrato inviato a Lampedusa dal procuratore Patronaggio, parla ai cronisti sui primi spunti arrivati dallโ€™indagine in corso per il naufragio di ieri.

Dopo una riunione tenuta allโ€™interno della caserma della Guardia Costiera, il procuratore aggiunto partito da Agrigento alla volta dellโ€™isola subito dopo la strage tiene a ribadire alcune indiscrezioni emerse sulla dinamica di quanto avvenuto e, soprattutto, su quella del viaggio del barcone della morte.

Il mezzo che porta almeno 50 migranti verso Lampedusa, in particolare, sembra essere partito dalla Libia. Ma cโ€™รจ un qualcosa di strano riscontrato nelle prime dichiarazioni rilasciate dai superstiti sentiti da Vella: โ€œSi parla di una traversata partita dalla Libia con sosta in Tunisia โ€“ afferma il magistrato โ€“ e adesso stiamo cercando di ricostruire cosa รจ accaduto nell’ultimo tratto della traversataโ€.

Uno โ€œscaloโ€ dunque, una fermata intermedia, un elemento questo piuttosto raro nelle rotte tradizionali dellโ€™immigrazione. Di solito, si parte da un punto per arrivare dritti verso lโ€™Italia, nelle indagini degli ultimi anni รจ piuttosto raro notare scali intermedi.

Le ipotesi potrebbero essere due: un guasto allโ€™imbarcazione, che dunque deve fermarsi in Tunisia per sperare poi di proseguire verso Lampedusa, oppure invece lo scalo a metร  della traversata รจ un nuovo elemento distintivo delle rotte nordafricane. Del resto, a partire dal mese di settembre, contraddistinto dallโ€™impennata degli sbarchi, si nota unโ€™altra anomalia in qualche modo ricollegabile con quanto riscontrato dalle indagini per il naufragio di ieri: dalla Tunisia non arrivano solo tunisini, al contrario si assiste allโ€™approdo di gente che solitamente parte dalla Libia.

Proprio per questo motivo i nostri servizi di sicurezza iniziano ad indagare su un possibile spostamento delle attivitร  dei trafficanti dalla Libia alla Tunisia, come se in qualche modo la rotta tunisina garantisse agli scafisti operanti in Tripolitania migliori garanzie. Adesso perรฒ, alla luce delle parole di Vella, potrebbe anche ipotizzarsi un โ€œdialogoโ€ tra chi gestisce le rotte libiche e quelle tunisine. Una vera e propria collaborazione, che porta ad organizzare un unico viaggio per chi parte dalla Libia e dalla Tunisia. Ma, sotto questo profilo, i dettagli sono ancora pochi e dunque tutto rimane nellโ€™alveo delle ipotesi.

Unโ€™altra anomalia riscontrata รจ quella del viaggio partito dallโ€™altra sponda del Mediterraneo nonostante il maltempo: โ€œรˆ strano che siano partiti con queste condizioni meteomarineโ€, afferma Salvatore Vella.

Di certo gli scafisti non si fanno scrupoli, non danno ai migranti che si imbarcano nemmeno il cibo che basta per affrontare la traversata, figurarsi se si preoccupano dellโ€™incolumitร  di chi paga loro migliaia di Dollari per imbarcarsi. Tuttavia quando le condizioni meteo peggiorano, negli anni si assiste sempre ad una diminuzione delle partenze dalla Libia e dalla Tunisia.

In questo caso perรฒ, il barcone viene messo in acqua nonostante il mare agitato ed un vento giร  molto forte nelle ore in cui verosimilmente il mezzo รจ partito dalla Libia.

Tanti quindi gli aspetti da chiarire e da decifrare, per unโ€™inchiesta che si rivela certamente lunga. A Lampedusa intanto proseguono le ricerche dei dispersi: considerando i 22 superstiti ed i 13 corpi senza vita (tutti di donne) giร  recuperati, dovrebbero essere in 15 a mancare allโ€™appello.

il giornale.it

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