Maugeri, Cassazione: “Ruolo Formigoni dominante e decisivo”
Il ruolo di Roberto Formigoni sul “caso Maugeri” รจ stato determinante e decisivo. Lo scrivono i giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione, spiegando perchรฉ, il 21 febbraio scorso, hanno reso definitiva la condanna dellโex governatore della Lombardia, ora in carcere per scontare una pena pari a cinque anni e 10 mesi.
ร “priva di manifesti errori o contraddizioni”, si legge, la sentenza dei giudici milanesi che, nel settembre 2018, condannarono per corruzione Formigoni. E sottolineano il suo “ruolo dominante” nellโambito del processo sui presunti fondi neri della fondazione Maugeri.
Con la sentenza depositata oggi, lunga 52 pagine, i giudici di piazza Cavour evidenziano la “correttezz”ยป della decisione dei colleghi milanesi, a fronte dei rilievi formulati dalla difesa: “Non si individua alcun punto di carenza ma, soprattutto, alcun punto di illogicitร o contraddittorietร perchรฉ oggetto della doglianza รจ essenzialmente la valutazione delle prove”, osservano i supremi giudici, spiegando che non vi รจ stata neanche “una violazione” del giudicato. “Come acquisito in dibattimento – si ricorda nella sentenza – il ruolo dominante del presidente era dovuto anche al sostanziale controllo che egli aveva degli assessorati alla sanitร e alla famiglia, per la stretta comunanza di area politica con i rispettivi titolari e, comunque, per il particolare interesse che Formigoni aveva sempre manifestato nella diretta gestione del settore Sanitร ”. Lโex governatore ebbe un “ruolo decisivo” nella “determinazione dei provvedimenti in questione”, a favore della Fondazione Maugeri.
La difesa di Formigoni, invece, con il suo ricorso “contesta il merito della decisione – afferma la Cassazione – invero adottata dalla Corte dโappello sulla scorta di una ampia motivazione”. Non รจ rilevante, si legge ancora nella sentenza, il fatto che “piรน reati di corruzione siano stati ritenuti quale unico reato permanente di corruzione per la โvendita della funzione”: una tale modifica della contestazione “non ha comportato una mutazione non consentita del fatto”. La Corte dโappello di Milano, infatti, “ha ampiamente argomentato sul punto: ha innanzitutto rappresentato correttamente che la violazione del principio di correlazione tra sentenza ed accusa ricorre quando si sia in presenza di una sostanziale eterogeneitร del fatto accertato e quando ciรฒ abbia concretamente impedito la difesa” e poi “ha rilevato come in concreto la modifica apportata alla contestazione originaria, fondendo le plurime condotte di corruzione in unโunica condotta di sostanziale messa a disposizione del pubblico ufficiale, non abbia nรจ apportato un cambiamento radicale, nรจ impedito unโadeguata difesa, cosรฌ giungendo alla conclusione dellโinfondatezza della questione”. Inoltre, la motivazione dei giudici dโappello รจ “congrua”, anche sulle “premesse probatorie”, mentre la difesa “vorrebbe rivedere la valutazione delle prove – prosegue la Cassazione – ricomputare il valore dei beni (le imbarcazioni) utilizzati sulla scorta dei momenti di effettiva fruizione e non della globale messa a disposizione di Formigoni che pure emerge dalle prove valorizzate in sentenza e, comunque, rivalutare le prove sulla esclusivitร o promiscuitร della utilizzazione di tali beni. Lo stesso vale – conclude la sentenza – anche per le altre considerazioni del ricorso in tema di entitร dei profitti”.
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