Luigi Di Maio e Matteo Salvini, contratto stracciato. Retroscena: poltrone e poteri, cambia tutto
Ogni contratto, soprattutto se lungo, prevede un tagliando a metร strada. Per vedere se รจ tutto a posto o se qualcosa va modificato, se le condizioni nel frattempo sono mutate.
Succede nelle trattative private, tanto piรน in politica dove tutto cambia, peraltro, alla velocitร della luce. Non c’ รจ da stupirsi, allora, se nella maggioranza gialloverde se ne parli.
In realtร si รจ cominciato ad affrontare il tema giร da prima dello scorso Natale, quando su eco-tassa sulle auto e prescrizione, c’ erano state le prime scintille tra i due alleati. Rivedere il contratto Lega-M5S? Certo, che si puรฒ, aveva detto Matteo Salvini. ยซIl mondo cambia, quello che andava bene nel 2018 puรฒ non andar piรน beneยป.
Poi l’ argomento รจ stato messo nel cassetto. Ma dopo lo scontro sulla Tav, il rallentamento sulle Autonomie e, ultimo, il memorandum sulla Cina, l’ argomento รจ tornato in auge.
Specie dalle parti della Lega.
Si guarda, naturalmente, a dopo le elezioni europee, scadenza che di per sรฉ sarร un tagliando per il governo. Se i sondaggi sono confermati, รจ probabile che gli equilibri su cui รจ nato il governo gialloverde – ed รจ stato stipulato il contratto – saranno ribaltati. A favore del Carroccio. A quel punto, รจ inevitabile che qualche cambiamento si dovrร fare. ยซQuando il contratto รจ stato stipulatoยป, si dice tra i leghisti, ยซnoi avevamo il 17% e loro il 32%ยป. Dopo il voto europeo, le percentuali potrebbero invertirsi, con il Carroccio sopra il 30% e il M5S attorno al 20%.
rapporti di forza Il primo punto che il Carroccio potrebbe chiedere di rafforzare riguarda, si dice nella Lega, le Autonomie, riforma finita sotto il fuoco incrociato dei ministri grillini. Il principio della “spesa storica” si traduce inevitabilmente, almeno per un primo periodo, nello spostamento di risorse e servizi nelle Regioni piรน efficienti, quindi quelle del Nord, e penalizza le altre dove i Cinquestelle hanno preso percentuali importanti alle ultime elezioni.
Poi c’ รจ tutto il tema fiscale: fatta la flat tax per le Partite Iva, il Carroccio vuole proseguire su questa strada per dare ossigeno a tutte le imprese e magari anche alle famiglie. L’ idea รจ di aumentare a 100mila euro la soglia per il regime forfettario e di procedere con una revisione delle aliquote Irpef. Sul primo punto potrebbe essere d’ accordo anche il M5S, visto che proprio Luigi Di Maio nei giorni scorsi ha promesso un intervento sul cuneo fiscale. Anche tra i grillini, perรฒ, si ragiona di proposte sul tema. In un recente post pubblicato sul Blog delle Stelle si apre a una generale ยซriforma della tassazione delle societร ยป che punti ad armonizzare l’ imponibile tra i Paesi Ue, ma anche a cambiare le regole nazionali.
Poi c’ รจ il capitolo Infrastrutture. L’ idea, in questo caso, non รจ tanto di toccare il contratto ma di introdurre un commissario sulle grandi e piccole opere. Lo ha proposto Armando Siri, molto ascoltato da Salvini, e l’ idea รจ piaciuta al Capitano.
Sarebbe un modo per “sbloccare” molti cantieri e anche per bypassare il ministro Danilo Toninelli. Nonostante i dubbi di Di Maio, infatti, il M5S avrebbe deciso di non toccare, anche in caso di un rimpasto, il ministro delle Infrastrutture.
ยซOrmaiยป, si dice nella Lega, ยซรจ diventato un simboloยป. Ma la creazione di un commissario gli toglierebbe molti poteri.
Il M5S, in cambio, punta ai temi che sono stati all’ origine della loro storia: l’ acqua pubblica, su cui esiste giร una proposta di legge all’ esame del Parlamento, ยซl’ economia circolareยป (con provvedimenti sul riciclo, la green economy e sharing) e il salario minimo (su cui Di Maio ha aperto un confronto coi sindacati). Ma il 2020 sarร anche l’ anno delle clausole di salvaguardia da disinnescare, dell’ Iva da non aumentare. E di altri soldi da recuperare per reddito di cittadinanza e quota 100. Per questo una voce importante riguarderร una seria spending review. Non sarร facile. La Lega, per esempio, vuole confermare il programma sugli F35, mentre il M5S non vuole. Il M5S vuole proseguire nel taglio al numero e allo stipendio dei parlamentari. Ma la Lega ha molti dubbi. Sui tagli ai cosiddetti sprechi o privilegi, un accordo comunque si troverร . Il problema รจ che potrebbe non bastare. Cosรฌ tra i pentastellati si รจ cominciato a parlare di una possibile patrimoniale sulle grandi proprietร . Ma รจ un tema che solo nominarlo fa venire l’ orticaria a Salvini.
in bilico grillo e tria Nel nuovo contratto potrebbero, poi, entrare una serie di proposte di legge sul tema dei diritti. La Lega vorrebbe riaprire le case chiuse o comunque prevedere una legalizzazione della prostituzione, sia pure a determinate condizioni. Il M5S, al contrario, punta alla legalizzazione della cannabis.
Siccome ciascuno รจ contrario alla proposta dell’ altro, potrebbero entrare entrambe per una sorta di pareggio. Oltretutto entrambi i provvedimenti potrebbero portare qualcosa alle casse dell’ erario.
Accanto al tagliando sul contratto, รจ molto probabile che sia rivista la squadra di governo. Nella Lega se ne parla apertamente, anche se sotto garanzia di anonimato. ยซSe alle Europee raddoppiamo rispetto alle Politiche, mentre loro si dimezzano, qualcosa va cambiatoยป.
Uno dei nomi che traballano รจ quello di Giulia Grillo, ministro della Salute, che, a detta di entrambe le campane, non ha prodotto risultati. Sia in casa leghista che in quella pentastellata si puntano, poi, ai ministri tecnici, in particolare ai responsabili di Economia ed Esteri. Se la Lega sfondasse alle Europee potrebbe rivendicarne almeno uno. Giovanni Tria รจ di sicuro nel mirino. C’ รจ poi da riempire il buco lasciato da Paolo Savona agli Affari europei. E un altro cambio รจ probabile al dicastero per la Famiglia, se Lorenzo Fontana, come si dice, andasse a Bruxelles come commissario.