Su migranti e seggio Onu seconda guerra all’Europa
Immagini gialloverdi della guerra dell’Italia alla Francia. Le truppe grilline a Montecitorio dispensano dichiarazioni pervase da un sentimento misto di trionfalismi e dubbi, quasi una parodia dell’Italietta che 80 anni fa si preparava a ยซspezzare le reni alla Greciaยป.
Spiega il grillino Davide Tripiedi, famoso alle cronache perchรฉ esordรฌ in un discorso alla Camera avvertendo ยซsarรฒ circoncisoยป: ยซI francesi hanno rotto le scatole. Non se ne puรฒ piรน. Eppoi non siamo solo noi, anche i compagnoni ce l’hanno sempre avuta con la Francia, per cui lo scontro ci porterร consenso. Certo le preoccupazioni non mancano: ad esempio c’รจ un’azienda a Catania dove i francesi contano sempre di piรน, per cui…ยป. Agrodolce รจ anche il ragionamento della calabrese Dalila Nesci. ยซSe non osiamo noi grillini fa presente chi altri? Certo spero che ci sia una strategia, altrimenti rischiamo di fare la fine dei kamikaze…ยป.
Per dirla con una frase resa celebre da Napoleone e De Gaulle, per restare in tema, l’ยซintendenzaยป, magari con qualche timore, segue i generali che invece vanno avanti come treni. Ieri il vicepremier Giggino Di Maio distribuiva a Montecitorio fac-simili del franco Cfa, simbolo per i 5stelle del neo-colonialismo di Parigi, mentre al Viminale, di fronte al paventato abbandono della Germania della ยซmissione Sophiaยป nel Mediterraneo, Matteo Salvini rilanciava: ยซL’Italia pronta a fare lo stessoยป. Una posizione dura, spiegata da uno degli intimi del vicepremier, Igor Iezzi, davanti alla buvette della Camera: ยซLa Germania ci ha fatto un piacere, magari da Sophia usciamo anche noi. Tanto serve solo a portare i migranti in Italia. Se siamo isolati? Per nulla. Bolsonaro ci ha appena estradato Battistiยป. Peccato, perรฒ, che il Brasile non รจ nel Mediterraneo e che nelle stesse ore il profeta dei grillini, Beppe Grillo, giudicava ยซpreoccupanteยป l’elezione del presidente sudamericano proprio mentre il premier Conte lo incontrava a Davos.
Sono gli imprevisti e le contraddizioni della politica estera dell’Italietta gialloverde, sempre pronta ad andare in guerra, a trovarsi un nemico per dimenticare i propri guai. E, purtroppo, le lezioni non bastano mai. Neppure qualche mese fa Di Maio e Salvini avevano incrociato le armi con la Ue sulla legge di Bilancio: polemiche e minacce che si sono concluse con un armistizio in cui il governo ha accettato un rapporto deficit/Pil al 2,04 %, poco distante dalle richieste di Bruxelles e molto dalle intenzioni annunciate per mesi ai quattro venti da Roma. ยซTanto piovve รจ stato il commento sarcastico dell’azzurra Michaela Biancofiore rispetto all’esito della prima guerra proprio mentre comincia la seconda che alla fine ci siamo beccati una manovra scritta dalla Franciaยป. Uno scontro che ci รจ costato non poco, visto che alla fine di settembre le ripercussioni di quella strategia sullo spread, dati di Bankitalia per difetto, hanno determinato un aumento degli interessi sul debito del nostro Paese in tre anni di 20 miliardi di euro: una volta e mezzo il costo in un anno del reddito di cittadinanza e di quota 100.
Ora il governo gialloverde ci riprova. Sull’immigrazione e non solo. Per essere chiari il problema non รจ quello di andare ad un braccio di ferro con l’Europa, che nei nostri confronti รจ piena di mancanze, o allo scontro con la Francia, che ne ha fatte di cotte e di crude, a cominciare dalla guerra contro Gheddafi che ha generato i guai di oggi sull’immigrazione. Il punto รจ che l’Italietta gialloverde va alla guerra senza avere una strategia, un sistema di alleanze e sottovalutando gli avversari. Tutto questo genera una confusione di fondo: ยซTra Salvini, Di Maio, Conte, Moavero, Tria e via dicendo ironizza il forzista Giorgio Mulรจ ho contato sei politiche estere diverseยป. Una condizione che determina i distinguo e le prese di distanza dei personaggi piรน avvezzi alla ยซrealpolitikยป del palcoscenico internazionale. ยซPreferisco parlare di economia si schermisce il ministro per i Rapporti con la Ue, Paolo Savona visto che in politica estera il governo รจ poliedricoยป.
Appunto, un dilettantismo di fondo che i nostri eroi esorcizzano millantando sai quali benefici elettorali, senza porsi il problema delle conseguenze negative per il nostro Paese. Conte a Davos ha lanciato la campagna elettorale per il Parlamento di Strasburgo (ยซgli italiani sono stati pazienti per molti anniยป), ma dovrebbe anche farsi due conti: si va allo scontro frontale con la Francia, dimenticando che รจ il primo investitore internazionale sul nostro debito (banche e assicurazioni d’Oltralpe hanno in pancia circa 250 miliardi di euro in titoli di Stato italiani); il secondo investitore, ma con molto meno, รจ la Germania. E queste cose contano: ne sa qualcosa il Cav, che nella sua benemerita battaglia contro l’austerity nel 2011 in seno alla Ue, ne fece le spese, sebbene, a differenza dei gialloverdi che sono soli, si trovasse d’accordo con Obama e godesse dell’appoggio del premier spagnolo Zapatero. Oggi come allora, il primo risultato dell’azzardo italiano รจ che Parigi e Berlino hanno stretto un ยซpatto d’acciaioยป in chiave anti sovranista. Inoltre queste guerre, ne รจ conscio il ministro Savona, mai silenzioso come ora, hanno conseguenze sugli affari: ad esempio, a questo punto Air France entrerร nel consorzio che dovrebbe salvare Alitalia guidato dalle Ferrovie dello Stato? Ed ancora, in queste condizioni Fincantieri riuscirร a condurre in porto le acquisizioni Oltralpe?
Domande che restano senza risposta. Stesso discorso vale sulla politica dell’immigrazione. Si rompe con Francia e Germania, ma quali sono i nuovi alleati, visto che gli altri Paesi dell’ยซinternazionale sovranistaยป di accoglienza non ne vogliono sapere? Anche perchรฉ se l’ungherese Orban รจ fiero di respingere gli immigrati alle frontiere, l’Italia non puรฒ permettersi di respingerli in fondo al mare. ร la condizione ยซgeopoliticaยป che obbliga il nostro Paese a coltivare una politica di solidarietร e di alleanze: non solo in Europa. I drammi di queste settimane, uno puรฒ dire ciรฒ che vuole, sono stati determinati dal venir meno degli impegni presi dal nostro governo verso i vari capi che fanno la voce grossa in Libia. Del resto non รจ una novitร , anche il turco Erdogan usa ยซil rubinettoยป dei profughi per condizionare l’Europa. Tutto questo dimostra che certi problemi non possono essere affrontati solo con l’accetta. Ieri Salvini ha annunciato che per la prima volta il numero dei rimpatri รจ superiore agli arrivi, dimenticando perรฒ che i morti pure sono raddoppiati. ยซSe litighi con tutti – commenta l’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti a cominciare dalla Tunisia, che non li accetta, e non puoi mandarli in Libia, come risolvi il problema monster dei rimpatri, che non riguarda decine o centinaia di persone, ma migliaia e migliaia?ยป. E si torna al dilemma iniziale: le guerre si fanno solo per vincerle e non le vinci se non hai un’accorta strategia e generali capaci.
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