SULLA SEDIA A ROTELLE DA QUANDO AVEVO 15 ANNI PER COLPA DI UN BASTARDO CHE LA FECCIA ROSSA HA PROTETTO PER 40 ANNI

โ€œEro in guerra ma non lo sapevoโ€ รจ il libro scritto da Alberto Torregiani e Stefano Rabozzi. Eโ€™ la storia di un periodo duro e buio del nostro Paese quella che fa Alberto, figlio del gioielliere ucciso il 16 febbraio 1979 dai Pac, i Proletari armati per il comunismo, la formazione clandestina alla quale apparteneva Cesare Battisti. Riconosciuto colpevole dai tribunali italiani, era fuggito in Brasile come rifugiato politico. Nato a Novara il 19 febbraio 1964, Torregiani non ha avuto certamente una vita facile. Adottato assieme alla sorella dalla famiglia dellโ€™orefice milanese, Alberto dallโ€™etร  di quindici anni รจ costretto sulla sedia a rotelle dopo essere rimasto coinvolto nella sparatoria che ha portato alla morte del padre Pierluigi. Maggiorenne, ha ripreso gli studi conseguendo il dottorato di informatica presso lโ€™Ibm Italia a Milano. A trentโ€™anni da quel giorno maledetto, attraverso il libro ha trovato la forza di raccontarsi. Da anni รจ tornato a vivere a Novara dove lavora presso lโ€™amministrazione comunale. Pierluigi Torregiani, credeva nella pubblicitร  e per far conoscere il suo negozio presentava i suoi preziosi su alcune tv private. Nella notte tra il 22 e il 23 gennaio 1979 uscito dagli studi televisivi si reca con familiari e amici in pizzeria. Erano gli anni di piombo e Pierluigi Torregiani girava armato, poichรฉ portava con sรฉ i valori che mostrava in tv. Nel locale entrano dei rapinatori armati, Torregiani minacciato reagisce. Cโ€™รจ una sparatoria con morti e feriti. Alcuni quotidiani del giorno dopo titolano โ€œsceriffo in borgheseโ€, โ€œgiustiziere a Milanoโ€. Lui perรฒ spiega โ€œVolevo solo difendermi!โ€ La sua condanna a morte perรฒ รจ giร  scattata. Pierluigi Torregiani inizia a ricevere minacce telefoniche. Gli aggressori fanno parte dei P.A.C. (Proletari armati per il comunismo), la tentata rapina si inquadra nelle azioni di esproprio proletario della lotta armata. Lโ€™esecuzione avviene il 16 febbraio 1979 : il commando, dopo aver deviato la scorta con una falsa segnalazione, si apposta davanti allโ€™oreficeria. Ancora una volta Pierluigi Torregiani reagisce ma nel conflitto a fuoco muore e Alberto viene gravemente ferito. Negli atti del processo nella deposizione di uno degli imputati, si legge che lโ€™operazione era stata eseguita โ€œperchรฉ il Torregiani, facendo il poliziotto, si era opposto allโ€™azione di riappropriazione della ricchezza da parte del proletariatoโ€. Nello stesso giorno, per lo stesso motivo, muore per mano dei P.A.C. a Mestre il commerciante Lino Sabbadin. Da allora Alberto Torregiani รจ paralizzato e costretto allโ€™uso della carrozzina. Eโ€™ tornato a vivere a Novara dopo lunghi anni di cure e tentativi di riabilitazione. Nel suo libro non cโ€™รจ odio, solo lโ€™intensa emozione dellโ€™esperienza vissuta. Al suo dolore muto si รจ aggiunto lo sgomento, quando il ministro brasiliano della giustizia Tarso Genro ha motivato la decisione di non concedere lโ€™estradizione a Battisti, basando questa decisione sul fondato timore di persecuzione del Battisti per le sue idee politiche, ed esprimendo dubbi sulla regolaritร  del procedimento giudiziario nei suoi confronti. โ€œCaro Battisti โ€“ scrive Torregiani -, leggi qui come hai ucciso mio padre e mi hai costretto a vivere su una sedia a rotelleโ€. โ€œAvere Alberto Torregiani allโ€™Officina delle Idee vuole essere un forte segnale di attenzione di questa amministrazione su un fatto che deve toccare ognuno di noi -spiega il sindaco Fabrizio Bertot-. In Italia Cesare Battisti รจ stato condannato come responsabile di quattro omicidi: tre come concorrente nellโ€™esecuzione, uno co-ideato ed eseguito da altri.โ€

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