Pazzesco a Roma. Ferrari e case con i soldi di Etruria, due arresti per la bancarotta della Privilege Yard

 

Civitavecchia, sviluppi nellโ€™inchiesta sulla societร  che doveva costruire il maxi yacht. Al cardinale Bertone 700mila euro per beneficenze, consulenza da 500mila euro per lโ€™ex senatore Baldassarri.

ROMA โ€“ Se mai qualcuno avrร  il coraggio di varare quella carcassa di yacht arrugginito, adagiato nel cantiere abbandonato della Privilege Yard al porto di Civitavecchia, un azzeccato nome di battesimo potrebbe essere โ€œMangiatoiaโ€. Quel progetto, infatti, nato col preciso obiettivo di succhiare denaro a un pool di banche (Etruria, Banca Marche, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bpm e Mps) ha sfamato lโ€™appetito di tanti: dellโ€™ex segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, degli ex parlamentari Mario Baldassarri e Vincenzo Scotti, del presidente dellโ€™Autoritร  portuale Pasqualino Monti. E naturalmente quelli dellโ€™imprenditore 76enne Mario La Via. Lโ€™uomo che diceva di voler costruire uno yacht, e invece regalava soldi non suoi.

Mario La Via, amministratore delegato della Privilege Yard fallita nel 2015, e Antonio Battista, componente del cda e unico delegato a operare sui conti bancari della societร , sono finiti agli arresti domiciliari su ordine della procura di Civitavecchia, per i reati ipotizzati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, reati tributari e violazione della normativa antimafia. Con il denaro prestato dagli istituti bancari, per dire, avevano acquistato una Maserati e una Ferrari Coupรฉ da 320mila euro. Lโ€™indagine del Nucleo tributario della finanza ricostruisce tutte le distrazioni patrimoniali attorno allo yacht mai varato. Rendendolo un corpo di reato lungo 127 metri.

Il maxi finanziamento concesso alla Privilege dal consorzio di banche (Etruria era la capofila) ammonta a 190 milioni di euro, di cui circa 125 milioni effettivamente erogati. Un progetto che non stava in piedi fin dallโ€™inizio ma che ebbe sponsor di alto livello e coperture. Risulta agli atti una lettera di garanzia da parte della Barclays, ottenuta โ€œricorrendo a pressioni di organi amministrativi e politiciโ€.

Non solo.

Lโ€™ex ministro Vincenzo Scotti della Privilege era presidente onorario. Lui e lโ€™ex parlamentare Fli Mario Baldassarri andarono di persona a una riunione con esponenti di Banca Etruria per perorare la causa di La Via. Lo ha raccontato ai finanzieri Carlo Maggiore, il responsabile della Direzione Corporate Finance di Etruria. E che cโ€™entra Baldassarri? รˆ il rappresentante legale della Economia Reale srl, societร  che ottiene da Privilege un paio di consulenze, โ€œper attivitร  svolta presso Unicredit e Intesa al fine di concretizzare la loro partecipazione al pool bancarioโ€. Il compenso era di 500mila euro.

Quando i finanzieri vanno a perquisire la mega villa di Mario La Via a Roma in zona Quarto Annunziata โ€“ una sobria dimora di 4 piani con sala cinema, discoteca, palestra, 3 saloni di rappresentanza, parco, campo da tennis, piscina e spogliatoi, ristrutturata con 4 milioni di euro stornati dalle casse della Privilege e fatta passare come la foresteria della societร  โ€“ scoprono un dettaglio minimo, ma che racconta molto. โ€œSono stati rinvenuti segnaposti per cene eleganti con personaggi di prestigio e la corrispondenza con il cardinale Bertoneโ€. Ecco che viene fuori quanto ricostruito da Repubblica e Liberonelle settimane scorse: 700mila euro di bonifici erogati a favore di associazioni italiane ed estere โ€œsu richiesta, indicazione e sollecitazione di Tarcisio Bertone, tra il febbraio 2008 e il novembre 2012โ€. Privilege Yard pagava anche lโ€™affitto della casa di Pasqualino Monti, il presidente dellโ€™autoritร  portuale di Civitavecchia che ha concesso lโ€™area del cantiere, per una somma complessiva di 43.200 euro, โ€œa circa il triplo dei valori medi di mercato per gli anni 2011 e 2012โ€. Ma per Mario La Via i soldi non erano un problema

fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2016/07/29/news/privilege_yard-145000225/?ref=fbpr

 

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