GOVERNO CONTE RIAPRE I DOSSIER SULLE BANCHE ADESSO TREMANO I BANCHIERI!

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Era nellโ€™aria, ora รจ certezza. Partono le prime picconate alle riforme dei governi Pd, premier Matteo Renzi in primis. Il governo pentaleghista ha intenzione di rivedere due delle riforme piรน importanti e contestate degli ultimi anni sul fronte bancario. Quella del credito cooperativo e delle banche popolari. Due provvedimenti, il primo datato 2016, il secondo 2015, giova ricordarlo, imposti al mercato a mezzo decreto legge, strumento normalmente utilizzato per questioni di carattere urgente e anche per questo motivo mai veramente digerito dal mondo delle Bcc e da quello delle popolari.

Tutto in poche frasi, contenute in un passaggio stringato della replica con cui il premier ha preceduto il voto di fiducia alla Camera, dopo quella di ieri al Senato (171 sรฌ e 117 no). Ma quanto basta per rimettere in discussione un assetto ormai quasi consolidato. Per quanto riguarda infatti il riassetto del credito cooperativo (di cui Formiche.net, unitamente alla questione delle popolari, si รจ sovente occupata, qui lโ€™ultimo focus), i due poli principali Cassa centrale e Iccrea hanno presentato istanza a Bce e Bankitalia giร  lo scorso marzo e ora attendono il bollino verde per poter attuare la riforma. Sempre che nel frattempo non arrivi un altro decreto legge, ma di stop, stavolta targato governo Conte.

E anche sulle popolari tutto รจ compiuto o quasi. Mancano allโ€™appello per la trasformazione in spa solo le popolari di Sondrio e Bari, che perรฒ hanno giร  messo in moto gli ingranaggi (qui lโ€™articolo di Formiche.net sullโ€™ultima assemblea della popolare pugliese). Facendo dui conti, non sarร  facile per le banche cooperative ed ex popolari tornare alla propria natura originaria, fermano un meccanismo messosi in moto ormai tre anni fa, che per il mondo della finanza non sono pochi.

โ€œSicuramente ci sarร  una revisione dei provvedimenti sulle banche di credito cooperativo e banche popolari, soprattutto per quelle piรน integrate sul territorio: per recuperare la loro funzione che aiuta molto il tessuto produttivoโ€, ha annunciato Conte in Aula a Montecitorio. โ€œStiamo giร  maturando consapevolezza, che รจ nel contratto, e la valutazione che sia opportuno distinguere fra banche che erogano credito e soprattutto caratterizzate a livello territoriale e banche di investimento votate piรน alla speculazioneโ€.

Ora, รจ vero che non รจ dato sapere ancora se e quando il governo interverrร , ma il messaggio arrivato dal governo gialloverde รจ chiaro: qualcosa si farร , se non un vero e proprio ripristino, quasi. โ€œHo incontrato durante le consultazioni i risparmiatori, che sono in forte difficoltร . Ci interessa piรน il problema di sistema: stiamo maturando consapevolezza e la valutazione, che รจ nel contrattoโ€.
Chi non puรฒ non sorridere dinnanzi alla potenziale retromarcia sulle banche รจ il presidente di Assopopolari, Corrado Sforza Fogliani, uno dei combattenti di prima linea contro la riforma Renzi. In un suo recente intervento su Formiche.net, il banchiere piacentino ha ribadito la sua totale avversitร  a questa riforma. Raggiunto dal cronista di questa testata, Sforza Fogliani ha fatto delle puntualizzazioni.
โ€œAncora non abbiamo capito come e quando vogliono intervenire, ma certo oggi รจ un bel giorno per le banche di territorio. Le riforma del governo Renzi si sono abbattute su entitร  profondamente legate allโ€™economia locale, provando a cancellarle. A dirla tutta penso che le Bcc siano state letteralmente rovinate, molto piรน delle popolari, perchรฉ costrette ad aderire a questa o quella holding, che poi sono solo due, Iccrea e Cassaโ€, ha spiegato Sforza Fogliani. โ€œNon potrei che vedere con favore un ritorno alle origini per queste banche, anche attraverso lโ€™azzeramento totale della riforma. Certo, nel caso delle popolari, ad eccezione di Bari e Sondrio che non sono ancora spa, ci sarebbe una procedura complessa per tornare allo statuto originario. Ma vale la pena tentareโ€.
Un chiarimento tecnico รจ arrivato dal senatore pentastellato Elio Lannutti, che come presidente dellโ€™Adusbef ha seguito con attenzione i dossier bancari โ€œla nostra linea รจ quella di ridare vigore alle banche del territorio ed evitare che con i risparmi sudati si possa fare speculazione ed investire in derivati e correre il pericolo che ora caratterizza grandi banche come Deutsche Bank, con molti derivati tossici in pancia. โ€œSi cambia paradigma, le banche devono tornare a fare le banche e quelle del territorio non possono essere piรน scalabili. Questa riforma fatta sulle popolari รจ stato un grave danno per il sistema bancario italiano, le ha indebolite e rese piรน fragili. E in piรน cโ€™รจ la riforma del credito cooperativo che farร  ancora piรน male alle banche italianeโ€.
Chi dorme sonni poco tranquilli, almeno da oggi, รจ sicuramente lโ€™universo bancario delle Bcc. Che per bocca della sua federazione, Federcasse, fa sapere di โ€œessere destano preoccupataโ€ dalla dichiarazioni di Conte. โ€œLa riforma ha lโ€™obiettivo di rafforzare le banche locali per assicurarne la capacitร  di sostenere le piccole e medie imprese e le famiglie nei territori. Il gruppo Iccrea ha giร  inviato lโ€™istanza per la costituzione del gruppo bancario cooperativo agli organismi di vigilanza europei ed italiani, a valle di un lungo, complesso ed impegnativo percorso progettuale con lโ€™impiego di importanti risorse economiche. In tal senso, chiediamo con urgenza un incontro con il presidente del consiglio affinchรฉ possa chiarirci meglio la posizione del governo, rappresentandogli al contempo i rischi per lโ€™economia locale derivanti da uno slittamento dei tempi della riformaโ€.

 

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