Aquarius, due metri cubi di rifiuti infettivi: pure garze intrise di sangue

Continuano ad emergere particolari sull’inchiesta che sta coinvolgendo l’Ongย Medici Senza Frontiereย e alcuni suoi operatori.

L’accusa avanzata dalla procura di Catania รจ il presunto smaltimento illegale di rifiuti speciali. A finire nell’occhio del ciclone sono sia la Aquarius che la Vos Prudence: รจ dai loro scafi che, secondo i pm, sarebbero stati scaricati scarti “speciali” nei porti italiani poi trattati come rifiuti urbani.

L’inchiesta, definitita “Borderless“, ha portato all’ordine di sequestro della Aquarius e diย 460mila euro a Medici Senza Frontiere. Inoltre ci sonoย 24 persone indagate, alcune delle quali per “attivitร  organizzate per il traffico illecito di rifiuti” commesso a loro vantaggio.

Negli atti dell’inchiesta ci sono anche le risultanze dei controlli eseguiti dallaย Guardia di Finanza. In particolare quelli che riguardano uno sbarco del 27 novembre del 2017, quando la Aquarius con a bordo 416 migranti arriva al porto di Catania. Secondo gli investigatori nel buono di servizio giornaliero dei rifiuti conferiti non ci sarebbe “nessuna traccia di quelli solidi composti dagli scarti alimentari e di quelli costituiti dagli indumenti dei migranti a rischio contaminazione, nonchรฉ di quelli sanitari veri e propri derivanti dall’attivitร  medico-sanitaria prestata a bordo”.

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Nel periodo compreso tra gennaio 2017 e maggio 2018 dalle navi ‘Vos Prudencรจ e ‘Aquarius’, scrivono i pm, “non รจ stata mai dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo” anche in presenza di “numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanitร  Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell’arrivo dei migranti nei porti italiani” duranti i quali sono stati “rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati”

A Trapani, il 15 e il 30 aprile del 2017, altri sospetti. In questo caso la Procura contesta “dichiarazioni mendaci diย Medici senza Frontiereย Olanda attestanti la non presenza tra i rifiuti scaricati di sostanze infettive o contagiose, nonostante i sette casi sospetti di tubercolosi, infezioni urinarie ed ematurie, varicella e scabbia, segnalati dall’ufficio di sanitร  marittima di Pozzallo (Ragusa)”.

Il 10 maggio del 2018, compione simile. Questa volta a Catania, dopo lo sbarco di 105 migranti dall’Aquarius. Qui le Fiamme gialle sequestrano il carico di rifiuti appena conferito a un autocarro autocompattatore diretto al deposito della societร  cooperativa ‘La Portuale II’. Si parla di 15 metri cubi di rifiuti dichiarati che il comandante della nave (anche lui tra gli indagati) avrebbe dichiarato come rifiuti alimentari e speciali indifferenziati (carta e plastica). Peccato che all’interno, secondo quanto emerge dagli atti, sarebbero stati presenti 2 metri cubi (80 kg) di rifiuti pericolosi a rischio infettivo. Di cosa si tratta? Indumenti dismessi dai migranti potenzialmente contaminati da virus ed altri agenti patogeni, ma anche rifiuti sanitari a rischio infettivo e frutto dall’attivitร  di assistenza medico-sanitaria prestata. Ovvero garze intrise di sangue, guanti e mascherine con tracce ematiche.

jl giornale.it

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