Commenti: 16 “Due uomini non fanno una madre” La campagna contro l’utero in affitto
Parte oggi la campagna #StopUteroinAffittoโ promossa da Pro Vita e Generazione Famiglia.
Le due associazioni promotrici dell’ultimo Family Day lanciano oggi questa iniziativa per ribadire “il diritto dei bambini a una mamma e un papร ”.
Nelle strade di Roma, Milano e Torino saranno affisi dei manifesti con la scritta “Due uomini non fanno una madre”. Nei poster, che gireranno per le cittร anche sui camion vela, compaiono due giovani che spingono un carrello dove dentro c’รจ un bambini che piange disperato dopo essere stato comprato dal โgenitore 1โ e dal โgenitore 2โ. A fianco campeggia la scritta: โDue uomini non fanno una madre. #StopUteroinAffittoโ. La campagna vuole essere una risposta ai giudici e ai sindaci di Roma, Torino, Milano e Napoli “che, violando la legge e il supremo interesse del bambino, hanno disposto la trascrizione o lโiscrizione di atti di nascita di bambini come figli di โdue madriโ o โdi due padriโ. A novembre – si legge sul comunicato – toccherร alla Cassazione pronunciarsi proprio su una trascrizione avvenuta a Trento in favore di una coppia di uomini che aveva fatto ricorso allโutero in affitto in Canada”.
Toni Brandi, presidente di Pro Vita, ha spiegato che questa iniziativa vuole “sottolineare ciรฒ che non si dice e non si fa vedere dellโutero in affitto, perchรฉ noi siamo dalla parte dei piรน deboli, i bambini, ma anche per la salute delle donne, trattate come schiave e ignare dei rischi per la salute a cui si espongono”. Jacopo Coghe di Generazione Famiglia ha, invece, ribadito che “Lโutero in affitto รจ vietato in Italia e i bambini non si comprano perchรฉ sono soggetti di diritto e non oggetti”. “Con lโutero in affitto – conclude – la dignitร delle donne viene calpestata per accontentare lโegoismo dei ricchi committenti. Dallโimmagine si vede bene cosa manca a questo bambino: la mamma”. Generazione Famiglia ricorda, inoltre, di aver presentato lo scorso giugno alcuni esposti alle procure di Milano, Torino, Firenze, Bologna, Pesaro “contro le iscrizioni anagrafiche di bambini come figli di โdue madriโ e โdue padriโ compiute e politicamente rivendicate dai relativi Sindaci”.