L’accoglienza della Lega: ecco l’avviamento al lavoro per i rifugiati
L’unico modo per garantire che iย rifugiatiย (e non gli extracomunitari in genere) non finiscano per delinquere, รจ includerli in percorsi di formazione e avviamento al lavoro.
Ne รจ convinto l’assessore alla sicurezza genovese, il leghistaย Stefano Garassino. Che, insieme all’amministrazione cittadina, si appresta a pubblicare un bando finalizzato all’organizzazione – di concerto con le strutture abilitate all’accoglienza dei rifugiati – diย corsi di formazione e inserimento socialeย per chi gode di asilo politico. “Chi non ottiene questo status, invece, dovrร essere espulso dal territorio nazionale”,ย dice l’assessore a Repubblica.
Aย Genova, come in gran parte delle cittร d’Italia, sono in molti a lamentarsi dei tanti immigrati visti a bighellonare se non a spacciare. Il problema รจ avvertito anche nel capoluogo ligure, terra di marinai e portuali abituati a lavorare duramente. Non รจ un caso, quindi, che sia proprio la giunta delย sindaco Bucciย a predisporre un piano per l’inserimento sociale e lavorativo dei rifugiati. Lo fa attraverso l’impegno in prima persona dell’assessore leghista alla sicurezza, Stefano Garassino, da sempre in prima linea su questo fronte. Grazie anche al suo interessamento, nei prossimi mesi il Comune genovese pubblicherร un bando che consentirร a chi ha ottenuto lo status di rifugiato di partecipare a un periodo diย inserimento socio-lavorativo di sei mesi.
Chi si vede riconoscere l’asilo politicoย acquista il diritto di permanenza sul territorio nazionale. Ma nella maggior parte dei casi si ritrova letteralmente sperduto, non sapendo come campare e dove andare a dormire. Secondo Garassino, “Non avere un impegno e un tetto sotto cui alloggiare rappresenta un fattore di rischio poichรฉ espone queste persone al pericolo di essere preda dellaย delinquenzaย e dellaย microcriminalitร , oltre che essere un elemento che genera insicurezza in gran parte della popolazione”.
“Progetti come questi – prosegue l’assessore – “sono uno strumento efficace per limitare il problema consentendoci anche di monitorare lโeffettiva frequenza dei corsi e diย responsabilizzare sia le strutture che gli ospiti e i rifugiati. Ma rimane ferma la nostra convinzione che chi non ottiene lo status e chi commette reati dovrร essere espulso e non godere di alcuna assistenza”, conclude l’esponente leghista,ย da tempo minacciato per il suo impegno sul fronte della sicurezza.