Paolo Becchi e il complotto contro Matteo Salvini: “Chi sono i suoi nemici interni”, nomi e cognomi

Per la prima volta nella storia, quantomeno dall’ Unitร  d’ Italia in poi, abbiamo un governo privo non solo del sostegno di giornaloni e Tv, ma addirittura con gli apparati e gli ingranaggi dello Stato intrisi di uomini che remano contro. รˆ il caso, ma non รจ il solo, della nave Diciotti della Guardia costiera. Giร , la Diciotti, sempre lei. Sarร  un caso? Crediamo proprio di no.
Sono cinque giorni ormai che girovaga al largo delle coste di Lampedusa con ben 177 migranti a bordo (tutti uomini e solo 11 donne). La nave chiede di poter sbarcare in Italia, ma il governo le ha risposto di no, chiedendo – sia per bocca del ministro dell’ Interno che per quella del ministro degli Esteri – l’ intervento dell’ Unione europea per una redistribuzione pro-quota delle persone a bordo, esattamente come accaduto in un caso analogo qualche settimana fa.

Catena di comandoย – Se l’ Ue non interviene, Matteo Salvini ha giร  detto che il governo manderร  la nave in Libia, con i migranti a bordo. Intanto Antonello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia costiera, prova a difendere l’ operato della Diciotti sulla base del ยซdiritto del mareยป, cioรจ quell’ insieme di regole che impongono a ogni imbarcazione di salvare la gente in mare. Vero, ma qui non si tratta piรน di salvare naufraghi, siamo di fronte ad un business miliardario sulla pelle della povera gente, una vera e propria tratta di esseri umani che arricchisce falsi filantropi alla Soros e parecchie cooperative e organizzazioni di casa nostra. Quindi la Diciotti dovrebbe fare meno di testa sua e osservare di piรน le direttive impartite dal governo.
La nave Diciotti รจ un’ imbarcazione della Guardia costiera, quindi della Marina militare italiana. E i militari devono obbedire agli ordini del ministero, cioรจ del governo. Diversamente, si verificherebbe un’ insubordinazione militare e gerarchica, punita secondo le leggi militari in tempo di pace (giurisdizione speciale). Chiarito questo presupposto, i 177 migranti si trovano a bordo di una nave della Guardia costiera e sono giuridicamente giร  in territorio italiano. Se nei prossimi giorni l’ Ue non dovesse intervenire, il governo italiano dovrร  comunque agire. Ed รจ quello che nel frattempo ha deciso di fare, visto che la nave attraccherร  a Catania. Ma sia l’ ultima volta!
Il governo dovrebbe riunire con urgenza il Consiglio dei ministri e varare un decreto legge, quindi con effetti immediati, che preveda il divieto per qualsiasi imbarcazione con a bordo migranti di sbarcare sulle coste italiane senza l’ autorizzazione del governo. In caso contrario, se si tratterร  di navi della Marina (e della Guardia costiera) si dovrร  procedere nei confronti dei responsabili per insubordinazione con relativo giudizio davanti agli organi della giustizia militare.
Se, invece, si tratterร  di Ong o di navi mercantili, si dovrร  procedere col sequestro preventivo dell’ imbarcazione con un inasprimento delle misure accessorie, prevedendo la confisca. Passerร  a tutti la voglia di fare i fenomeni e i buonisti col culo degli italiani. Nessun militare rischierร  il licenziamento e processo, cosรฌ come nessun armatore correrร  il rischio di vedersi prima sequestrate e poi confiscate le proprie navi con grosse perdite economiche. In questo modo verrebbe risolto una volta per tutte il problema degli sbarchi. Rimarrebbe comunque un problema serio: nello Stato ci sono uomini che remano contro lo Stato stesso.

Gli infiltratiย – Negli ultimi 24 anni hanno governato il Paese centrodestra e centrosinistra. Se Berlusconi sul punto era thatcheriano (un nuovo assunto nella pubblica amministrazione ogni cinque che vanno in pensione), i post-comunisti hanno seguito scrupolosamente gli insegnamenti sovietici: occupare lo Stato attraverso i suoi uffici. E cosรฌ รจ successo. Il Pd ha nella macchina amministrativa statale parecchi dei suoi uomini ai posti di comando e molti sono persino finiti nel sottogoverno, nel Csm, etc. Tutto questo รจ stato sinora sottovalutato dal nuovo governo.

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma

 

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