Pordenone, 103 indagati per falsi San Daniele Dop
La procura di Pordenone ha chiuso le indagini preliminari sullโipotesi dellโesistenza di unโassociazione a delinquere, che produceva e commerciava falsi prosciutti San Daniele Dop.
La frode avrebbe coinvolto 103 persone e 25 imprese, ora tutte indagate.
Lโindagine era iniziata del 2016, quando i carabinieri dei Nas e dellโIspettorato repressione frode avevano raccolto intercettazioni telefoniche e ambientali e avevano analizzato campioni dei prodotti in commercio. Il risultato dellโinchiesta dimostra che sono stati messi sul mercato prosciutti Dop San Daniele ricavati da suini allevati e macellati senza rispettare le regole di produzione, per cui non avrebbe dovuto essere utilizzata la denominazione protetta. I suini, infatti, erano alimentati con scarti della produzione industriale di pane, pizza e dolci e poi portati al macello prima dellโetร minima prevista. Nellโambito dellโinchiesta sono stati sequestrati 270mila prosciutti, per un totale di 27 milioni di euro.
Gli oltre cento indagati sono accusati di frode, associazione a delinquere, falso in atto pubblico e omessa denuncia, oltre che di altri numerosi reati. Oltre alle aziende e ai produttori, nel mirino della procura di pordenone รจ finito anche chi avrebbe dovuto controllare e garantire lโorigine Dop: veterinari, ispettori del consorzio di tutela e anche un carabiniere, accusato di aver rivelato agli indagati gli sviluppi dellโinchiesta.
La Coldiretti รจ intervenuta sulla vicenda, sottolineando la necessitร di โfare chiarezza in tempi rapidi sulla vicenda dei falsi prosciutti San Daniele DOP per tutelare consumatori e produttori impegnati a garantire la qualitร di uno dei prodotti simbolo del Made in Italyโ. IL GIORNALE.IT