Italia e Francia, cosa si nasconde dietro alla guerra sugli immigrati: non solo petrolio, tutti gli obiettivi in Africa
Non รจ tutto come sembra nel durissimo scontro tra Italia e Francia, traย Matteo Salviniย edย Emmanuel Macronย sull’immigrazione. Una vera e propria guerra diplomatica sull’emergenza sbarchi. Ma non solo: quanto pesano gli interessi economici? Quanto conta il petrolio libico,ย l’uranio del Niger, il gas del Fezzan, oro, cobalto, manganese e litio delle terre rare del Sahel? Parecchio, secondo quanto riportato daย Il Messaggero, che fa notare comeย i territori citatiย siano proprio quelli di origine e transito dei flussi migratori che stanno travolgendo l’Europa.
Si pensi anche al fatto che in Libia il duello non รจ solo tra Salvini e Macron, ma anche traย Eni e Total, rispettivamente colosso italiano e transalpino. Ed Eni gioca un ruolo da padrone (la produzione giornaliera di barili รจ 320mila contro 31.500), nonostante gli sforzi di Macron, che per primo ha riconosciutoย il premier di Tripoli, Serraj, come primo interlocutore. Edย Eni? Non sta a guardare: l’ad Descalzi, infatti, guarda con interesse all’ex francese Algeria, un’altra possibile terreno di scontro economico tra Italia e Francia.
Dunque, in Libia, oltre che quella sull’immigrazione, tra Italia e Francia si gioca anche una delicatissima partita petrolifera. Finita? Non proprio: ci sono i grossi interessi diย Endesaย (Enel) eย Gdf-Suez. E ancora, per l’Italia, il progetto diย autostrada che Berlusconi promise a Gheddafiย come risarcimento per il colonialismo, una “cosetta” da un miliardo di euro di cui si occuperanno Salini e Impregilo, di recente confermata. Dunque il gasdottoย Green Stream: tutti interessi contesi dalla Francia, anche nel territorio del Sahel, dove i transalpini sono presenti militarmente dal 2013 (prima in Mali, poi in Mauritania, Niger, Burkina Faso e infine anche Ciad).
Tutti i paesi citati qui sopra sono quelli in cui dovrebbero essere installati iย chiacchieratissimi hot-spot extra europei. Semplice, dunque, capire come dietro alla partita sui migranti ci siano pesantissimi interessi economici, per i quali risultano decisive le relazioni con i governi locali e una sorta di controllo-soft del territorio.