Scoppia il caos nel governo: il drammatico sospetto (grillino) sul ministro “infiltrato”
Nel governo, soprattutto dentro ilย Movimento 5 Stelle, la domanda cruciale di questi giorni riguardaย Giovanni Tria, ilย ministro tecnico dell’Economia: “Ma รจ il poliziotto buono o l’infiltrato dell’ancien rรฉgime“? La suggerisce, sintetizzando il ragionamento di tanti onorevoli grillini, il Fatto quotidiano e non pare dubbio peregrino.
Finora infatti, tra interviste e uscite pubbliche, l’economista scelto perchรฉ euro-critico ma non anti-euro (giudicato piรน morbido, del collegaย Paolo Savonaย inviso alย Quirinale) pare piรน simile al suo predecessoreย Pier Carlo Padoanย che aย Matteo Salviniย eย Luigi Di Maio, che dettano la linea dura del governo conย Bruxelles. Le sue parole su riduzione del debito (“Una prioritร ”), mercati e richiami al consolidamento fiscale (ad esempio, no al reddito di cittadinanza nel 2018 perchรฉ non a costo zero) hanno lasciato sconcertati molti e il timore รจ che alla fine il ministro dell’Economia finisca incastrato tra burocrati interni e pressioni dell’establishmentย europeo.
Molto si capirร da una sua scelta: chi metterร sulla poltrona i direttore generale delย Tesoro? Il favorito (grilino) eraย Antonio Guglielmi, uomo di Mediobanca a Londra fregato perรฒ da un saggio sull’uscita dall’euro realizzato con Marcello Minenna. La sua stella sta scendendo mentre sta salendo quella diย Alessandro Rivera, capo della Direzione che si occupa di banche, eย Antonino Turicchi, che guida Finanza e Privatizzazione e membro del cda di Mps. Due nomi graditi ai funzionari interni, ovviamente.