Paolo Becchi controcorrente: “Matteo Salvini, l’errore sui rom che rischia di pagare carissimo”
La recente proposta del ministroย Salviniย di provvedere ad un ยซcensimentoยป dellaย popolazione Romย in Italia, ha suscitato, come era presumibile, immediate polemiche, accuse di ยซrazzismoยป e l’ immancabile reazione moralistica delle solite anime belle. Su queste non vale la pena di spendere parole. Vale la pena invece ricordare un precedente.
Nel 2008, il governo Berlusconi – con ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri n. 3676 del 30 maggio 2008 – delegรฒ al prefetto di Roma compiti di monitoraggio dei campi nomadi esistenti sul territorio del Lazio, e di identificazione e censimento delle persone ivi presenti.
L’ ordinanza provocรฒ la reazione del Parlamento Europeo, il quale approvรฒ, il 10 luglio 2008, una risoluzione sul censimento dei Rom su base etnica in Italia, in cui esortava le autoritร italiane ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei Rom, inclusi i minori, tenuto conto che ciรฒ avrebbe costituito un atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e sull’ origine etnica, vietato dall’ art. 14 della Cedu, nonchรฉ un atto di discriminazione tra i cittadini dell’ Unione Europea di origine Rom e gli altri cittadini, ai quali non veniva richiesto di sottoporsi a tali procedure.
Il governo si difese, allora, precisando in modo opportuno come tali misure non avessero ad oggetto la popolazione Rom, ma tutte le persone presenti nei ยซcampi nomadiยป. Al di lร degli interventi giurisprudenziali sul punto – mi riferisco a Tar Lazio, Sezione I, sentenza 24 giugno 2009, n. 6352; Consiglio di Stato, sentenza n.
6050/2011 – ciรฒ che qui interessa รจ rilevare come tutti, e all’ epoca lo stesso ministro Maroni, avevano ben chiaro che se il censimento fosse stato direttamente disposto nei confronti dei Rom (come oggi pare voglia fare Salvini), tale misura sarebbe stata palesemente discriminatoria: ยซDavanti alle polemiche di questi giorni – dichiarava allora Maroni – tengo a precisare di non aver mai disposto alcun censimento per i Rom, una misura di cui non ho mai parlato perchรฉ sarebbe su base etnica. Ho invece disposto un censimento per i campi nomadiยป.
Appare chiaro, infatti, come un censimento disposto solo nei confronti della popolazione Rom discriminerebbe sulla sola base dell’ etnia, e la discriminazione sarebbe dimostrata dal fatto che la normativa creerebbe una disparitร di trattamento tra il Rom che sia cittadino italiano ed il cittadino italiano che non sia un Rom. E ciรฒ รจ in aperta violazione del dettato costituzionale (art. 3).
Possibile che Salvini non sappia queste cose, e insista almeno a parole nel suo progetto? Si ha quasi l’ impressione che voglia comunque forzare le cose, nella sua tattica di voler ormai ยซseguireยป, a ogni costo, la ยซvolontร popolareยป, anzichรฉ tentare di ยซconvincerlaยป a seguire un progetto politico. Il ยซsovranismoยป identitario deve partire dal riconoscimento delle diverse identitร e non deve avere niente a che fare col razzismo. In questo caso non vale lo slogan ยซprima gli italianiยป, perchรฉ molti Rom tra l’ altro sono italiani, e dire ยซpurtroppo sono italianiยป significa mettersi su una china molto scivolosa. Beninteso, questo non significa che si debba tollerare l’ uso dei figli per mendicare e rubare o il rubare in generale, ma per la semplice ragione che questi usi violano le nostri leggi e se i Rom vogliono continuare a vivere nel nostro Paese devono seguire le nostre regole, come qualsiasi altro cittadino e se non lo fanno essere puniti, come qualsiasi altro cittadino.
Salvini, a mio avviso, sta peccando di quello che Lenin chiamava ยซcodismoยป: dell’ atteggiamento cioรจ di chi, si mette a ยซguardare il sedere delle masseยป, si mette in coda ad esse, lasciandosi trascinare dai loro malcontenti, dai loro istinti. Nell’ immediato paga, ma solo nell’ immediato. Se vuoi fare la rivoluzione, vale anche per quella ยซsovranistaยป, devi guidare la massa, guardarle il culo non basta.